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Aiutare un cliente che fatica a verbalizzare il proprio vissuto interiore richiede di spostare l’attenzione dal contenuto logico delle parole alla dimensione corporea dell’esperienza. Secondo l’approccio del Focusing, la difficoltà di espressione nasce spesso dal fatto che l’esperienza è ancora in una forma “implicita” o “vaga” che precede il linguaggio.

Ecco alcune strategie pratiche basate sulle fonti per accompagnare il cliente verso l’articolazione del proprio sentire:

1. Invitare all’ascolto del corpo 

Invece di chiedere “cosa provi?”, che spesso porta a risposte intellettualizzate, invita il cliente a sentire come il problema è registrato fisicamente.

  • Domande guida: Puoi chiedere: “Come senti tutto questo nel centro del tuo corpo (gola, petto, stomaco)?”.
  • Suggerire qualità fisiche: Se il cliente è bloccato, offri tentativamente delle parole-aggancio (handle) come: “È una sensazione di chiusura? Pesantezza? Irrequietezza?”.
  • Identificare il “Quid”: Usa termini neutri come “qualche cosa” o “quel senso di…” per riferirti all’esperienza non ancora nominata. Dire “C’è qualche cosa in te che si sente così” aiuta il cliente a creare una distanza sicura per osservare la sensazione senza esserne sommerso.

2. Usare il “Riflesso Evocativo” e i Silenzi

Il silenzio è il luogo in cui avvengono i cambiamenti e dove il corpo può “parlare”.

  • Rispettare le pause: Quando il cliente si ferma perché non trova le parole, non interrompere subito. Quel “momento nebuloso” è il segnale che sta toccando il proprio felt sense.
  • Riflettere le sfumature: Ripeti le ultime parole del cliente o i termini carichi di significato (es. “una nebbia strisciante”) anche se non ne comprendi appieno il senso. Questo aiuta il cliente a rimanere focalizzato sulla sensazione e ad approfondirla.

3. La tecnica della “Presenza” e della Compagnia

Il cliente spesso non riesce a parlare perché si sente giudicato o spaventato da ciò che sente.

  • Mantenere la “Presenza”: Posizionati come un compagno amichevole che “si siede accanto” alla sensazione difficile, come se fosse un bambino spaventato.
  • Validazione incondizionata: Accogli qualsiasi cosa emerga, anche se sembra contraddittoria o “brutta”. Il corpo ha bisogno di sentirsi al sicuro per aprirsi e rivelare il significato implicito.

5. Verificare la “Risonanza”

Ogni volta che tu o il cliente trovate una parola o un’immagine, chiedigli di verificare internamente.

  • Dì al cliente: “Prova a ripetere questa parola dentro di te e vedi se il corpo dice ‘sì, è proprio così’ o se invece rifiuta la definizione”.
  • Il segnale che la parola è corretta è spesso un felt shift: un sospiro di sollievo, un rilascio fisico di tensione o un senso di maggiore spazio interiore.